Il regime dei minimi è un regime fiscale agevolato che rimane disponibile, fino a scadenza naturale, per i contribuenti che hanno aperto Partita IVA negli scorsi anni. Tuttavia, al giorno d’oggi, per chi desidera aprire Partita IVA o passare ad un regime più vantaggioso, l’unica opzione è il cosiddetto regime forfettario.

Ma cosa è cambiato? Quali erano le caratteristiche del regime dei minimi e, soprattutto, cosa è migliorato con il nuovo regime forfettario per i lavoratori autonomi con Partita IVA? Scopriamolo insieme!

Cosa è successo al regime dei minimi?

Il regime dei minimi è stato abrogato a fine 2015, ma ha continuato – e continua – a rimanere disponibile per i contribuenti che rientrano nei requisiti, fino al momento della scadenza naturale.

Intanto, però, è stato introdotto un altro regime fiscale agevolato, chiamato regime forfettario, che oggi rimane l’opzione più vantaggiosa per le nuove Partite IVA e per chi desidera passare ad una tassazione ridotta.

Entrambi i regimi, infatti, nascono con l’obiettivo di aiutare i piccoli commercianti, artigiani e liberi professionisti che desiderano iniziare la propria attività, ma che non hanno la certezza di ottenere grandi introiti annui. Pertanto, a tale scopo, offrono dei vantaggi notevoli rispetto ai più pragmatici regimi ordinario e semplificato.

Regime dei minimi: caratteristiche principali

Il regime dei minimi nasce sulla scorta di vari regimi fiscali agevolati, ormai non più disponibili da lungo tempo.

Ma quali erano le sue caratteristiche? Elenchiamo qui sotto quelle principali:

  • Fino al 2016, il limite massimo di fatturato era pari a 30.000 euro, superati i quali si passava automaticamente al regime semplificato o ordinario.
  • Il regime dei minimi presentava una sorta di “data di scadenza”: non era possibile usufruire di questo regime fiscale per più di cinque anni (per i contribuenti over 35) o non oltre i 35 anni (per coloro che aprivano Partita IVA in giovane età).
  • La tassazione nel regime dei minimi, e cioè l’aliquota dell’imposta sostitutiva, era pari al 5% per l’intera durata del regime e veniva applicata sul reddito imponibile, ovvero sulla differenza tra ricavi e costi.
  • Era consentita la detrazione delle spese: la percentuale era del 100% per i costi aziendali (come acquisto di materie prime, macchinari, arredamento per l’ufficio, etc.) o del 50% per le spese promiscue (come acquisto di carburante, utilizzato sia per lavoro che nella vita privata).
  • Il regime dei minimi non prevedeva la possibilità di assumere lavoratori dipendenti.
  • L’acquisto di beni strumentali non doveva superare i 15.000 euro negli ultimi tre anni di attività.
  • Anche nel regime dei minimi era prevista la franchigia IVA, con conseguente esonero dalla dichiarazione IVA trimestrale ed annuale e, soprattutto, con la grande opportunità di poter offrire tariffe più basse e competitive (in quanto non maggiorate tramite imposizione dell’imposta sul valore aggiunto).
  • I contribuenti che aderivano erano esentati dall’indicazione della ritenuta d’acconto in fattura.
  • Il regime dei minimi, infine, offriva grandi semplificazioni, come l’esonero dagli studi di settore, dall’obbligo di registrazione delle fatture e l’adozione di una contabilità semplificata.

Regime dei minimi e regime forfettario messi a confronto

Dopo aver elencato e descritto le peculiarità del regime dei minimi, vediamo adesso quali sono le analogie e le differenze con il nuovo regime fiscale forfettario e quale dei due risulta più conveniente.

Con questa tabella esplicativa potrai capire che, effettivamente, il regime forfettario si configura come un’ottima evoluzione del regime dei minimi e come una buona scelta per chi desidera mettersi in proprio.

REGIME DEI MINIMIREGIME FORFETTARIO
Limite fatturato annuo30.000 euro65.000 euro
Limite durata5 anni per chi ha più di 35 anni

35 anni per i giovani imprenditori

Nessun limite annuo e/o di età
Aliquota imposta sostitutiva5%5% nei primi 5 anni (solo per le start-up)

15% negli anni successivi

Deduzione delle spese100% per spese aziendali

50% per spese promiscue

Solo contributi Gestione Separata INPS
Assunzione dipendentiNon consentitaConsentita (limite: 20.000 euro)
Acquisto beni strumentaliMax 15.000 euro negli ultimi tre anniNessun limite
Franchigia IVA
Ritenuta d’accontoNoNo
SemplificazioniEsonero da studi di settore

No registrazione fatture

Contabilità semplificata

Esonero da studi di settore/esterometro

Esonero da fattura elettronica

No registrazione fatture

Contabilità semplificata

 Dal regime dei minimi al regime forfettario

Come potrai notare, la scelta del regime dei minimi era legata alla volontà di avviare la propria attività con una semplificazione fiscale e una tassazione più bassa, proprio come accade oggi con il regime forfettario.

Per coloro che sono già nel regime dei minimi, la domanda più frequente è sempre la stessa: conviene mantenere il regime dei minimi o passare al regime forfettario? La scelta dipende principalmente da due fattori:

  • Dal tipo di attività, poiché nel regime forfettario la base imponibile su cui si calcolano le tasse da pagare varia in base al Codice ATECO;
  • Dalle spese legate all’attività, che è possibile dedurre soltanto nel regime dei minimi.

Ricordiamo inoltre che, passando dal regime dei minimi al regime forfettario prima del compimento del quinto anno, puoi usufruire della “aliquota start-up” al 5%, per poi passare al 15% a partire dal sesto. Entrambe le aliquote, comunque, vanno applicate non su tutto il fatturato, bensì sul reddito imponibile. Il quale, a sua volta, verrà calcolato su base forfettaria, deducendo totale una percentuale (stabilita dal Codice ATECO) per le spese sostenute.

Quando conviene passare al regime forfettario?

Alla luce di quanto abbiamo visto, il nuovo regime forfettario presenta alcuni aspetti interessanti, che lo rendono, per certi versi, un’ottima prosecuzione del regime dei minimi, se non addirittura un’opzione migliore.

In alcuni casi, infatti, è molto più conveniente passare al regime forfettario e “abbandonare” quello dei minimi:

  • Al superamento dei 35 anni (o al termine dei cinque anni consentiti): difatti, nel regime forfettario non vi sono limiti né di età, né di durata, per cui potrai usufruire delle agevolazioni fino a quando vorrai.
  • Al superamento dei 30.000 euro: il limite del regime forfettario, infatti, arriva fino a 65.000 euro.
  • Se le tue spese aziendali sono molto basse: se le spese sostenute sono inferiori rispetto alla cifra che verrebbe automaticamente dedotta in base al tuo Codice ATECO, ti conviene optare per il nuovo regime.
  • Se vuoi assumere dipendenti o collaboratori: per i forfettari, l’attuale limite di spesa è 20.000 euro.

Aprire Partita IVA: regime dei minimi o forfettario?

Finora abbiamo parlato solamente dei contribuenti che hanno aperto Partita IVA prima del 2016 e che potranno avvalersi del regime dei minimi ancora per qualche anno, oppure scegliere di passare al regime forfettario.

Ma cosa cambia per coloro che intendono aprire Partita IVA nei prossimi mesi?

Dal 2016, con l’introduzione del regime forfettario, le nuove Partite IVA individuali non possono più accedere al regime dei minimi. L’unica opzione, pertanto, è scegliere il nuovo regime fiscale agevolato e, per chi possiede i requisiti per l’aliquota start-up, beneficiare della tassazione al 5% per i primi cinque anni di attività.

Quali sono i requisiti? I primi tre valgono per tutti i forfettari, a prescindere dall’aliquota applicata (15% o 5%):

  • Limite di reddito: 65.000 euro
  • Limite di reddito derivante da lavoro dipendente o assimilato: 30.000 euro
  • Limite di spesa per i compensi di dipendenti/collaboratori: 20.000 euro

Mentre, per accedere anche alla cosiddetta “aliquota start-up” al 5% per i primi cinque anni di imposta:

  • Il contribuente non deve aver svolto attività artistica, imprenditoriale o professionale nei 3 anni precedenti
  • L’attività non dev’essere la mera prosecuzione di un’altra attività, precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo

Hai intenzione di aprire Partita IVA nel breve termine, ma non sei sicuro di poter accedere al regime forfettario? Vorresti abbandonare il regime dei minimi e passare al forfettario? Compila il form sottostante e richiedi una consulenza gratuita: ti ricontatteremo per indirizzarti verso la soluzione più adatta a te!

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