Regime fiscale: come scegliere quello giusto tra forfettario e ordinario? Se hai deciso di aprire partita IVA per avviare la tua attività da libero professionista, dovrai scegliere il regime fiscale più adatto alle tue esigenze. Oggi con i Consulenti fiscali di Fiscozen analizziamo i possibili scenari e scopriamo quale regime fiscale è il più conveniente per la tua partita IVA.

Regime fiscale: le scelte per il contribuente

Cosa si intende per regime fiscale? Il regime fiscale di un’attività è l’insieme di tutte le regole e le procedure da rispettare da considerare per essere in regola con il fisco italiano. I regimi fiscali previsti in Italia nel 2018 sono tre e si differenziano per tanti aspetti, che influiscono sia sulle imposte da pagare che sulla documentazione da conservare o da produrre.

Regime fiscale forfettario, semplificato e ordinario

Ad oggi in Italia è possibile adottare uno tra tre regimi fiscali esistenti: forfettario, semplificato e ordinario. Prima di entrare nel merito delle caratteristiche di ogni singolo regime fiscale, di seguito una tabella che ti permetterà di conoscere da subito quali sono i requisiti necessari, in termini di fatturato, perché tu possa rientrare in uno piuttosto che nell’altro regime fiscale.

Regime fiscale

limite di ricavi per prestazioni di servizi

limite di ricavi per altre attività

Regime forfettario

da 30.000 € a 50.000 €

fino a 50.000 €

Regime semplificato

< 400.000 €

< 700.000 €

Regime ordinario

> 400.000 €

700.000 €

Nel regime forfettario è presente un range di limite di ricavi, in base alla tipologia di attività lavorativa così come classificate dal codice ATECO. Vedremo più avanti nel dettaglio questo aspetto del regime fiscale agevolato.

Vuoi conoscere il tuo limite annuo di reddito per aderire al regime forfettario?

Compila il modello sottostante e un consulente fiscale di Fiscozen ti contatterà per identificare il tuo Codice ATECO e fornirti le informazioni di cui necessiti.

 

Regime fiscale semplificato: soggetti e requisiti

Il regime fiscale semplificato ha in realtà un nome più corretto che è “regime contabile delle imprese minori”. Questo regime può essere adottato da:

  • persone fisiche che esercitano attività commerciali in forma di ditta individuale;
  • società di persone che siano S.n.c. oppure S.a.s.;
  • enti non commerciali che esercitano un’attività commerciale in via non prevalente;
  • chi ha avuto un reddito da lavoratore dipendente superiore ai 30mila euro;
  • chi ha sostenuto costi per dipendenti e collaboratori superiori ai 5mila euro;
  • chi ha acquistato beni strumentali per un importo superiore ai 20mila euro.

Come già scritto nella tabella del precedente paragrafo, per adottare questo regime fiscale è necessario non superare i 400.000€ di ricavi annui, nel caso di attività di prestazioni di servizi, e i 700.000€ in caso di altre attività.
Se scegli di optare per il regime semplificato, come anche per l’ordinario, sappi che avrai a che fare con molti adempimenti fiscali e una gestione più complessa della tua partita IVA. I contribuenti che operano in questo regime, infatti, hanno:

  • l’obbligo del registro IVA, dove annotare tutti i documenti rilevanti ai fini IVA e tutti gli oneri deducibili ai fini delle imposte sui redditi;
  • registro dei cespiti ammortizzabili;
  • registro incassi;
  • dichiarazione IVA trimestrale;
  • compilazione e invio studi di settore;
  • compilazione e invio dello spesometro;
  • registrazione delle fatture;

Queste sono anche, in parte, le caratteristiche del regime ordinario che si completa con alcuni aspetti anche più complessi. Infatti in Italia la maggior parte delle imprese rientra in questa contabilità! La caratteristica per la quale si differenzia dal regime ordinario è la contabilità per principio di cassa. Il reddito del regime fiscale semplificato viene determinato facendo riferimento ai ricavi effettivamente incassati, a prescindere dalla competenza economica.

Probabilmente ti starai chiedendo quali sono i costi del regime semplificato, sappi che se decidi di scegliere il regime fiscale semplificato dovrai versare:

  • IRPEF: la determinazione del reddito del professionista avviene in base al principio di cassa. Durante l’esercizio della professione si calcola la differenza tra compensi incassati e spese effettivamente sostenute per calcolare il reddito imponibile. Le aliquote IRPEF variano in base a scaglioni di reddito:

Fascia di reddito imponibile

Aliquota %

da 0 a 15.000 €

23%

da 15.000,01 € a 28.000 €

27%

da 28.000,01 € a 55.000€

38%

da 55.000,01 € a 75.0000 €

41%

oltre i 75.000 €

43%

  • IRAP: per le imprese con o senza dipendenti dipendenti;
  • IVA: la determinazione dell’imposta sul valore aggiunto viene calcolata nel regime fiscale semplificato periodicamente attraverso la differenza tra IVA a debito, derivata dalle fatture emesse, e IVA a credito derivante dalla fattura di acquisto.
  • Cassa di Previdenza: ricordati che in Italia è obbligatorio iscriversi alla cassa di previdenza, che varia in base all’attività lavorativa.

Queste sono solo alcune delle spese da sostenere, ma non temere, c’è una soluzione vantaggiosa per la tua nuova attività.

Tutto questo ti sembra troppo costoso e complesso? Non temere c’è il regime forfettario!

Probabilmente sarai preoccupato al solo pensiero di pagare le tasse, soprattutto nei primi anni di attività quando nulla è certo. Ma lo Stato italiano ti viene incontro e per questo dal 2016 ha introdotto un nuovo regime fiscale semplificato, che è il regime forfettario. Questo prevede non soltanto l’eliminazione di tutti i registri contabili del regime semplificato, ma anche una riduzione dell’imposta sostitutiva. Grazie al regime fiscale forfettario infatti potrai pagare una sola imposta del solo 5% nei primi cinque anni e del 15% negli anni successivi, calcolato solamente sul reddito realmente percepito. Oltre all’imposta sostitutiva, anche in questo caso dovrai iscriverti alla cassa di previdenza! Per poter usufruire del regime fiscale forfettario è necessario rispettare un range di reddito che va dai 25.000 € fino a 50.000 €, in base alla tipologia di lavoro così come classificate dal Codice ATECO. Inoltre nel regime forfettario non hai l’obbligo di applicare l’IVA. Questo significa che quando sostieni delle spese, non puoi dedurre l’IVA e di fatto, sarai un consumatore privato. Anche dal punto di vista delle deduzione delle spese, perché nel regime forfettario non si deduce nessuna spesa. È invece previsto comunque un forfettario di spesa, che varia a seconda della tipologia di attività lavorativa, da poter dedurre anche se non effettivamente sostenuto!

Cosa scegliere?

La risposta è molto semplice: dipende dalla tua attività. Il nostro consiglio, poiché non si conosce fin dal principio l’entità dei guadagni di un’attività lavorativa ai suoi inizi, è quello di iniziare dal regime forfettario. Soprattutto in previsione dei primi cinque anni, con imposta sostitutiva al solo 5%! Questo renderà i tuoi primi anni d’impresa più semplici, anche come gestione, e sicuramente più economici. Se hai dei dubbi e non sai se realmente ti conviene iniziare dal regime agevolato forfettario, chiedi una consulenza gratuita a Fiscozen e i nostri consulenti fiscali ti aiuteranno a scegliere il giusto regime fiscale per la tua attività!

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