In questo articolo parliamo del regime forfettario e dei contributi INPS da versare a scopo pensionistico.

Il regime forfettario è un regime fiscale introdotto originariamente nel 2014 e riconfigurato nel 2016, che prevede diverse agevolazioni nella gestione dell’attività imprenditoriale e professionale. Con la Legge di Bilancio 2019, il regime forfettario ha subito un ulteriore ampliamento: cresce la soglia limite di ricavi e compensi da 30.000 a 65.000 euro e vengono meno i requisiti di accesso e mantenimento inerenti all’acquisto di beni strumentali.

Le Partite IVA che hanno scelto di assoggettarsi al regime forfettario hanno l’obbligo di versare, oltre ad un’imposta sostitutiva pari al 15% del reddito imponibile annuo, anche i contributi previdenziali all’INPS o, per le professioni regolate da un Ordine Professionale (es. medici, avvocati, etc.), alla Cassa Previdenziale di riferimento.

Dunque, nel corso di questo post vedremo come vengono calcolati, caso per caso, i contributi INPS nel regime forfettario e faremo alcuni esempi concreti che vi daranno un’idea dell’ammontare delle spese.

Cos’è il regime forfettario?

Il regime forfettario, del quale abbiamo spesso parlato, è un regime fiscale agevolato per le Partite IVA individuali con fatturato annuo inferiore alla soglia limite di 65.000 euro. Tale regime prevede vari benefici fiscali, come il versamento di un’unica imposta sostitutiva, con aliquota fissa al 15% sul reddito imponibile o del 5% per i primi cinque anni di attività (per chi possiede i requisiti). Inoltre, esonera il lavoratore da studi di settore, spesometro e fatturazione elettronica, oltre che da vari adempimenti contabili, tra cui l’obbligo di registrazione delle fatture.

Una delle caratteristiche più note del regime forfettario riguarda la deduzione fissa – forfettaria, appunto – dei costi: invece di sottrarre le singole voci, qui si utilizza il coefficiente di redditività associato al Codice ATECO scelto.

Prendiamo ad esempio l’attività di web designer (Codice ATECO: 74.10.21 – Attività dei disegnatori grafici di pagine web), il cui coefficiente è pari al 78%. In questo caso, su un eventuale fatturato di 10.000 euro, l’imposta sostitutiva si applicherebbe soltanto su una porzione pari a 7.800 euro (meno i contributi previdenziali versati nel periodo precedente), mentre il restante 22% – ossia 2.200 euro – andrebbe a compensare le spese sostenute durante l’anno.

Possono beneficiare del regime forfettario 2020 tutti coloro che non superano i seguenti limiti:

  • Ricavi e compensi: 65.000 euro/anno
  • Redditi da lavoro dipendente: 30.000 euro/anno
  • Spese per assunzione e retribuzione dipendenti e/o collaboratori: 20.000 euro

Se vuoi approfondire tutti i requisiti e le cause ostative del nuovo regime forfettario, clicca su questo link.

Contributi INPS regime forfettario: chi deve versarli?

Come probabilmente già saprai, i contributi previdenziali sono obbligatori per tutte le Partite IVA.

A differenza dell’imposta sostitutiva, che copre i tributi normalmente richiesti (Irpef, addizionali regionali e comunali, ecc.), i contributi previdenziali vanno a comporre un credito che, dopo un certo numero di anni, viene corrisposto mediante il trattamento pensionistico. Per questo ti consigliamo di prestare la massima attenzione sia al calcolo delle tasse nel regime forfettario, sia ai contributi INPS previsti per la tua categoria, ovvero:

  1. Commercianti
  2. Artigiani
  3. Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS (senza Cassa)
  4. Liberi professionisti con Cassa Previdenziale

Per darvi un’idea di quanto incidono i contributi INPS sul reddito di un lavoratore autonomo assoggettato al regime forfettario, faremo alcuni esempi esplicativi per ciascuna delle quattro categorie sopra elencate.

#1 Commercianti

Alla categoria dei commercianti fanno capo tutti coloro che svolgono attività di vendita di beni mobili, beni immobili e servizi: al dettaglio o all’ingrosso, porta a porta o per corrispondenza e, negli ultimi anni, anche per via telematica (ad es. coloro che gestiscono un sito di e-commerce). Rientrano nella medesima categoria anche i cosiddetti procacciatori d’affari, gli agenti immobiliari e di commercio e, tra le figure più nuove, i promoters.

commercianti hanno l’obbligo di iscriversi alla Gestione Commercianti ed Artigiani INPS, che prevede il versamento di contributi previdenziali in forma sia fissa che variabile. Vediamo subito cosa significa.

I soggetti con reddito pari o inferiore a quello minimo (15.953 euro nel 2020) versano solo i contributi fissi: l’importo è di circa 3.850 euro, da corrispondere obbligatoriamente a prescindere dall’effettivo fatturato.

I soggetti con reddito superiore a 15.953 euro, invece, versano sia i contributi minimi obbligatori, sia i contributi calcolati sulla sola parte eccedente (con aliquota pari al 24,09%, ridotta al 21,99% per chi ha meno di 21 anni).

Esempio calcolo contributi INPS regime forfettario – Commercianti

Es. 1 → Mario, agente di commercio, 29 anni.

  • Fatturato complessivo: 35.000 euro
  • Reddito imponibile (pari al 40%): 14.000 euro
  • Contributi INPS: 3.850 euro fissi + 0 variabili

Es. 2 → Giovanna, venditrice ambulante, 19 anni

  • Fatturato complessivo: 50.000 euro
  • Reddito imponibile (pari al 40%): 20.000 euro
  • Contributi INPS: 3.515 euro fissi + 853 euro variabili
  • Calcolo contributi variabili: 20.000 – 15.953 * 21,09%

#2 Artigiani

Nella seconda categoria, quella degli artigiani, rientrano tutti coloro che svolgono personalmente un’attività basata in prevalenza sul lavoro manuale, finalizzata alla produzione di beni e/o alla prestazione di servizi: tra le figure incluse, citiamo quindi il parrucchiere, l’estetista, ma anche gli addetti alle pulizie, l’elettricista, il falegname, ecc..

Anche per gli artigiani assoggettati al regime forfettario contributi INPS sono sia fissi che variabili.

I contribuenti con reddito pari o inferiore al minimale – che, anche per gli artigiani, è fissato a 15.953 euro – versano soltanto la quota fissa, ossia 3.836 euro. Coloro che, invece, hanno percepito un reddito maggiore devono aggiungere un secondo contributo calcolato solo sulla parte eccedente, con aliquota al 24% (o al 21,09% per gli under 21).

Esempio calcolo contributi INPS regime forfettario – Artigiani

Es. 1 → Luca, idraulico, 39 anni.

  • Fatturato complessivo, 15.000 euro
  • Reddito imponibile (pari al 67%): 10.050 euro
  • Contributi INPS: 3.836 euro fissi + 0 variabili

Es. 2 → Claudio, parrucchiere, 25 anni.

  • Fatturato complessivo: 35.000 euro
  • Reddito imponibile (pari al 67%): 23.450 euro
  • Contributi INPS: 3.836 euro fissi + 1.799 euro variabili
  • Calcolo contributi variabili: 23.450 – 15.953 * 24%

Infine, ricordiamo che sia i commercianti che gli artigiani che si avvalgono del regime forfettario possono richiedere una riduzione del 35% sul totale dei contributi INPS, ovvero sia su quelli fissi che su quelli variabili.

#3 Liberi professionisti senza Cassa

La terza categoria, quella dei liberi professionisti senza Cassa, racchiude tutti coloro che svolgono attività professionali non ancora regolamentate e, dunque, non soggette ad uno specifico Ordine Professionale.

Parliamo, dunque, delle professioni più nuove, sviluppatesi negli ultimi anni, come quelle inerenti al web (ad eccezione della vendita online che, come abbiamo visto, viene assimilata alla vendita per corrispondenza):

Oppure delle attività artistiche e creative, che hanno a che fare con la scrittura (es. blogger, correttore di bozze, traduttore, etc.) o con le arti visive (es. designer, fotografo, videomaker, stilista, etc.). O, ancora, delle professioni che non fanno riferimento né ad un Albo, né ad un Ordine Professionale: dal fisioterapista all’assistente sociale, dalle guide turistiche agli amministratori di condominio, fino agli organizzatori di eventi, ai wedding planner, ecc..

Per i titolari di Partita IVA, per i quali non esiste una Cassa Previdenziale, l’ordinamento italiano ha istituito la Gestione Separata INPS, la cui iscrizione comporta sia un vantaggio che un piccolo svantaggio:

  • Cominciamo dall’aspetto più vantaggioso: a differenza di quanto accade a commercianti ed artigiani, i contributi INPS nel regime forfettario, per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, si calcolano esclusivamente a percentuale. Ciò significa che il versamento sarà proporzionale a quanto incassato nell’anno di riferimento, senza quote fisse obbligatorie: se il lavoratore guadagna zero, pagherà zero.
  • Lo svantaggio consiste, invece, nella perdita della riduzione del 35% sui contributi previdenziali per i forfettari, riservata – come abbiamo visto in precedenza – soltanto alle prime due categorie. Inoltre, non sono presenti agevolazioni per particolari fasce di età, né aliquote minori per i redditi più bassi.

Ad ogni modo, il calcolo dei contributi INPS regime forfettario per i liberi professionisti senza cassa, avviene sulla base del reddito imponibile: coefficiente redditività pari a 78% e aliquota contributiva del 25,72%.

Esempio calcolo contributi INPS regime forfettario – Liberi professionisti senza Cassa

Es. 1 → Elisa, educatrice

  • Fatturato complessivo: 10.000 euro
  • Reddito imponibile (pari al 78%): 7.800 euro
  • Contributi INPS (pari al 25,72%): 2.006 euro circa

Es. 2 → Nicola, social media manager

  • Fatturato complessivo: 15.000 euro
  • Reddito imponibile (pari al 78%): 11.700 euro
  • Contributi INPS (pari al 25,72%): 3.009 euro circa

Es. 3 → Viola, logopedista

  • Fatturato complessivo: 38.000 euro
  • Reddito imponibile (pari al 78%): 29.640 euro
  • Contributi INPS (pari al 25,72%): 7.623 euro circa

#4 Liberi professionisti con Cassa

I professionisti iscritti ad un Ordine e/o Albo – pensiamo, ad esempio, ai medici, agli avvocati, agli architetti, ecc. – hanno, in genere, anche una specifica Cassa Previdenziale. Dunque, per costoro, non esiste una regola condivisa per calcolare i contributi previdenziali, in quanto ogni ente o fondazione stabilisce le proprie norme mediante un apposito regolamento. La maggior parte delle Casse, però, ha incluso delle agevolazioni speciali rivolte ai nuovi iscritti, a chi sta ancora ultimando il percorso di formazione o tirocinio ed ai redditi più bassi.

Ecco altre professioni che abbiamo analizzato in precedenza:

Contributi INPS regime forfettario: a chi rivolgersi?

Data la grande rilevanza dei contributi previdenziali per chi svolge un’attività di lavoro autonomo (da questi dipende la vostra pensione!), è estremamente importante rispettare le date di scadenza per il pagamento e le norme previste per il calcolo. Per chi si avvale del regime forfettario 2020, la migliore soluzione per risparmiare sulla dichiarazione dei redditi, sul calcolo dei contributi INPS e, in generale, sulla gestione della Partita IVA, è affidarsi ad un servizio online efficiente e competitivo nei costi, proprio come Fiscozen!

Fiscozen assiste i liberi professionisti in tutti gli adempimenti fiscali, oltre a fornire supporto telematico per eventuali dubbi o difficoltà. Dunque, se avete già aperto la Partita IVA e desiderate ridurre i costi di gestione, o se avete intenzione di avviare una nuova attività e volete sapere a quanto ammonterebbero le spese per la tassazione e per i contributi INPS nel regime forfettario, compilate il seguente form e richiedete una consulenza:

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