Regime forfettario e soci srl: quali sono le cause di esclusione?

Nel corso di queste ultime settimane, si è discusso tanto riguardo al tema Regime forfettario e srl, ovvero sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio relativa all’anno 2019 (Legge n. 145 del 2018), che vanno a toccare la categoria degli imprenditori e dei liberi professionisti con Partita IVA.

La cosiddetta “Manovra Economica” ha, infatti, modificato taluni parametri inerenti al regime forfettario, vale a dire il regime fiscale agevolato introdotto dalla legge n. 190 del 2014 (Legge di Stabilità – anno 2015).

Sono migliaia i lavoratori autonomi che, a partire dal 2015, hanno scelto di aderire al regime forfettario, usufruendo di non poche agevolazioni a livello fiscale e contributivo, a patto di mantenere un incasso annuale inferiore a 30.000 euro e rispettare i requisiti di accesso e mantenimento.

La Legge di Bilancio 2019 – come abbiamo illustrato in questo articolo – ha apportato importanti cambiamenti al regime forfettario: il più rilevante riguarda l’ampliamento della soglia massima di reddito annuo dai 30.000 euro del 2018 ad un massimo di 65.000 euro per l’anno in corso.

Tuttavia, l’innalzamento dei limiti di incasso non è l’unica novità introdotta dal Governo Conte. La Manovra Economica ha, infatti, “ritoccato” anche i requisiti di accesso e mantenimento al regime forfettario, eliminando alcuni vincoli (ad es. quelli relativi all’acquisto di beni strumentali o alle spese per dipendenti e/o collaboratori) ed inserendone dei nuovi.

Pertanto, i liberi professionisti e gli imprenditori che intendono effettuare il passaggio dal regime ordinario al nuovo regime forfettario devono prestare attenzione alle cause di esclusione per il 2019.

In particolare, vi è un aspetto che è stato sottoposto a svariate discussioni e critiche, poiché, di fatto, escluderebbe dall’aliquota al 15% una vasta platea di lavoratori autonomi: il tema è quello del regime forfettario e srl, che andremo ad esaminare nel dettaglio nel corso di questo articolo.

Dunque, se siete professionisti con Partita IVA e intendete passare al regime forfettario o se siete in procinto di avviare un’attività autonoma e volete essere sicuri di poter usufruire di agevolazioni fiscali, prestate attenzione alle nuove cause di esclusione e, in maniera più specifica, alle clausole relative al possesso di quote di partecipazione a srl.

Regime forfettario: requisiti di accesso e cause di esclusione 2019

Come abbiamo già accennato, la Legge di Bilancio per il 2019 ha introdotto grandi novità riguardo al regime forfettario, il regime fiscale agevolato che l’ordinamento italiano mette a disposizione delle piccole imprese e dei liberi professionisti che percepiscono redditi inferiori a 65.000 euro.

Fino allo scorso anno, per poter accedere al regime forfettario ed usufruire di una tassazione agevolata al 15% sul reddito annuo imponibile (ridotta ulteriormente al 5% per i primi cinque anni di attività), la principale condizione era il limite di incasso, fissato a 30.000 euro.

La principale novità, inserita nella Manovra Economica, riguarda, dunque, l’innalzamento della soglia limite da 30.000 a 65.000 euro annui.

Cadono, invece, i vincoli inerenti all’acquisto di beni strumentali ed alle spese sostenute per lavoratori dipendenti che, per il 2018, non dovevano superare rispettivamente i 20.000 ed i 5.000 euro per ogni anno.

Chi non può accedere al regime forfettario?

Veniamo, adesso, alla parte più complessa e, per certi versi, ancora poco chiara, vale a dire le cause di esclusione dal regime forfettario 2019.

Ricordiamo, infatti. che su alcuni aspetti – in particolare la questione regime forfettario e srl – non sono ancora stati forniti né pareri né informazioni ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Possiamo, dunque, elencare le cause di esclusione indicate nella Legge di Bilancio per il 2019, cercando di fare chiarezza su chi può usufruire del regime forfettario e chi, al contrario, rimane escluso dalle agevolazioni.

Secondo l’attuale normativa, non può accedere al regime forfettario:

  • chi usufruisce di Regimi speciali IVA o di Regimi forfettari di determinazione del reddito;
  • le Partite IVA con Codice ATECO relativo ai seguenti settori:
    • Agricoltura e attività connesse alla pesca;
    • Vendita di Sali e tabacchi;
    • Commercio di fiammiferi;
    • Editoria;
    • Gestione di servizi di telefonia pubblica;
    • Rivendita di documenti di trasporto pubblico e sosta;
    • Agenzie di viaggio e turismo;
    • Agriturismi;
    • Vendite a domicilio (porta a porta);
    • Rivendita beni usati, di oggetti d’arte o da collezione;
    • Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte o da collezione;
    • Allevamento di animali;
  • gli autonomi che non risiedono in Italia, a meno che:
    • il Paese di Residenza appartenga all’Unione Europea (o abbia sottoscritto speciali accordi economici che permettono uno scambio di informazioni fiscali continuo e trasparente);
    • almeno il 75% del reddito complessivo sia riconducibile ad attività esercitate sul territorio italiano;
  • le Partite IVA che svolgono in via esclusiva una delle seguenti attività:
    • cessioni di fabbricati;
    • cessioni di terreni edificabili;
    • cessioni di mezzi di trasporto nuovi;
  • i soggetti che, in via prevalente, percepiscono compensi da parte dei medesimi soggetti dai quali hanno percepito redditi da lavoro dipendente (o assimilati) nel corso dei due anni precedenti (o da soggetti riconducibili – direttamente o indirettamente – a loro);
  • chi partecipa a società di persone o imprese familiari, oppure controlla Società a responsabilità limitata (o srl) o Associazioni in partecipazione e, mediante Partita IVA, svolge attività riconducibili direttamente o indirettamente alla suddetta società o associazione.

Quest’ultimo punto – regime forfettario e srl – ha lasciato perplessi molti lavoratori autonomi che posseggono quote di partecipazione. Per tale ragione, abbiamo deciso di approfondirlo per capire, caso per caso, chi può usufruire del regime forfettario e chi, invece, ne rimane escluso.

Regime forfettario e partecipazione società: novità 2019

La Legge di Bilancio ha ampliato la base di lavoratori autonomi che, dal 2019, potranno usufruire del regime forfettario con aliquota al 15%.

Al tempo stesso, rimane ancora da chiarire la complessa questione regime forfettario e srl, sulla quale permangono ancora dubbi, anche per via della mancanza di notizie ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

La normativa stabilisce che è escluso dal regime forfettario:

  • chi è in possesso di quote e, al tempo stesso, controlla Società a responsabilità limitata (o srl) o Associazioni in partecipazione;
  • chi, mediante Partita IVA, svolge attività collegate o riconducibili, direttamente o indirettamente, alla suddetta società/associazione.

Resta, ad ogni modo, da chiarire cosa si intende con controllo e, dunque, in quali casi il lavoratore può accedere o meno al regime forfettario.

In assenza di informazioni più specifiche, possiamo cercare di chiarire il concetto di controllo, attraverso qualche esempio pratico:

  • per sussistere la condizione di controllo, e dunque venire esclusi dal regime forfettario, sembrerebbe necessario che la quota di partecipazione alla srl sia superiore al 50%;
  • inoltre, la seconda condizione vuole che l’attività tramite Partita IVA ed il settore della srl siano direttamente o indirettamente collegati.

CASO 1 → Un avvocato che esercita tramite Partita IVA e, al tempo stesso, è titolare al 45% di una srl dello stesso ambito (ad es. uno studio legale) potrebbe avvalersi del regime forfettario poiché, di fatto, non possiede la quota maggioritaria e, dunque, non controlla la presente società.

CASO 2 → Se la quota di partecipazione superasse il 50%, invece, sussisterebbero sia la condizione di controllo, sia la riconducibilità delle attività, appartenenti al medesimo settore, e pertanto questi non potrebbe beneficiare delle agevolazioni fiscali del regime forfettario.

CASO 3 → Un medico che eredita una quota di partecipazione superiore al 50% di una srl, ma di un settore completamente diverso (ad es. un esercizio commerciale), potrebbe continuare ad usufruire del regime forfettario poiché, pur controllando tale società, le attività svolte da quest’ultima non sarebbero riconducibili alla professione medica.

CASO 4 → Se la moglie (o un familiare stretto) dell’avvocato sopra citato possiede una quota superiore al 50% di una srl di ambito legale, questi non potrebbe comunque accedere al regime forfettario, pur non essendo, di fatto, titolare della società. Il motivo? La normativa indica che le attività non devono essere riconducibili né direttamente, né indirettamente. In altre parole, il medico potrebbe controllare la società e svolgere attività inerenti allo stesso settore, seppure in modo indiretto (tramite la moglie).

Naturalmente, come abbiamo già specificato, questi esempi sono puramente teorici. Soltanto dopo la pubblicazione di note ufficiali da parte dell’Agenzia dell Entrate, infatti, sarà possibile delineare un quadro completo e dettagliato riguardo al tema regime forfettario e srl.

Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti sul nuovo regime forfettario, se vorresti passare dal regime ordinario all’Aliquota al 15% o se sei in procinto di aprire Partita IVA, richiedi una consulenza a Fiscozen. Compilando il modulo sottostante, verrai ricontattato da un esperto in materia fiscale che, valutando il tuo caso specifico, potrà fornirti consigli ed assistenza:

Conclusioni

La Legge di Bilancio 2019 contiene alcuni punti – come quello relativo a regime forfettario e srl – che necessitano ancora di essere adeguatamente sviluppati. Dunque, non ci resta che attendere gli aggiornamenti che, nel corso dei prossimi mesi, verranno forniti dagli organi competenti e sui quali provvederemo a tenervi sempre informati in tempo reale!

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