Regime forfettario e registro corrispettivi: un argomento sul quale, di frequente, ci vengono poste domande e richieste di chiarimenti. In particolare, quando ad avvalersi del regime forfettario è il gestore di un e-commerce. Quali sono gli adempimenti fiscali per i forfettari che operano nel settore delle vendite online? Quando è obbligatorio emettere fattura e in quali casi, invece, vige l’esonero? Facciamo un po’ di chiarezza.

Registro dei corrispettivi: cos’è?

Il registro dei corrispettivi è un documento fiscale obbligatorio per determinate attività economiche.

Le Partite IVA che non possono emettere fattura – come nel caso dei commercianti al minuto (tabaccherie, edicole, ecc.), ma anche dei ristoranti, dei parrucchieri, ecc. – sono obbligate a rilasciare lo scontrino fiscale.

Per tenere conto delle operazioni effettuate giornalmente e delle aliquote IVA su ciascuna di esse, viene adoperato il cosiddetto registro dei corrispettivi. Nel registro, occorre indicare le somme delle transazioni e le relative aliquote (ed esenzioni o regimi speciali) e specificare le eventuali vendite per le quali è stata emessa fattura.

La medesima disciplina si applica anche al settore della vendita online e, dunque, ai titolari di siti e-commerce, per i quali non vige l’obbligo di emettere fattura, bensì di annotare le operazioni nel registro dei corrispettivi.

Diverso è il caso, invece, del cosiddetto dropshipping, del quale abbiamo già parlato in questo precedente post.

E-commerce: qual è la disciplina fiscale?

Il settore dell’e-commerce è, oggi, tra i più fiorenti nell’economia italiana ed internazionale. Un mondo in costante crescita, che offre interessanti opportunità di guadagno ai giovani imprenditori, ma anche a chi possiede già un negozio fisico. Non a caso, sono sempre di più i commercianti che, parallelamente alla propria attività, decidono di istituire un canale di vendita online, approfittando della semplicità del mezzo e dei costi piuttosto abbordabili.

Il vasto mondo degli e-commerce può essere suddiviso, in base alla normativa vigente, in due tipologie:

  1. E-commerce diretto → Per commercio elettronico diretto si intendono le transazioni riguardanti beni immateriali. Ci riferiamo, dunque, alla vendita non di prodotti digitali, come nel caso di un e-book, di un brano musicale scaricabile in formato mp3, di un software o di un app per smartphone e via di seguito.
  2. E-commerce indiretto → Il commercio elettronico indiretto riguarda, invece, la vendita di beni materiali. In questo caso, soltanto la transazione avviene per via telematica, come per i venditori che utilizzano il servizio Amazon FBA, mentre la cessione del prodotto in questione (dai generi alimentari al paio di calzature, dal cellulare ai gioielli artigianali) segue i canali tradizionali (spedizione e consegna al cliente).

Un’ulteriore differenza riguarda l’acquirente finale, a seconda che esso sia un cliente privato (B2C) o un soggetto passivo IVA (B2B). Vediamo, dunque, quali sono gli adempimenti necessari, in base al tipo di operazione.

1. E-commerce diretto e registro corrispettivi

Partiamo con l’analisi della prima fattispecie, ovvero di un e-commerce diretto. In questo caso, occorre distinguere tra operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA ed operazioni verso soggetti privati:

  • Le transazioni verso soggetti passivi necessitano della certificazione dei corrispettivi. Pertanto, è obbligatoria l’emissione delle fatture elettroniche, che dovranno contenere la data ed essere numerate progressivamente.
  • Le transazioni verso soggetti privati, invece, sono soggette alla medesima disciplina delle vendite per corrispondenza, per le quali vige l’esonero da:
    • obbligo di fatturazione (a meno che la fattura non sia esplicitamente richiesta dall’acquirente);
    • obbligo di certificazione dei corrispettivi.

Pertanto, per le operazioni di e-commerce diretto verso committenti privati, vi è l’obbligo di annotare le somme nel registro dei corrispettivi entro il giorno non festivo successivo a quello in cui è avvenuta la transazione.

Il venditore assoggettato al regime ordinario dovrà, inoltre, adempiere a tutti gli obblighi inerenti all’IVA.

2. E-commerce indiretto e registro corrispettivi

Cosa accade, invece, nel caso di un e-commerce indiretto, ovvero per le vendite di beni materiali verso privati o nei confronti di soggetti passivi? Le regole, anche qui, variano a seconda del committente finale, ovvero:

  • Per le operazioni verso soggetti passivi, sono richieste fatturazione e certificazione dei corrispettivi.
  • Per le operazioni verso clienti privati, anche qui, si applicano le medesime regole della vendita per corrispondenza e, dunque, il venditore è esonerato da:
    • obbligo di fatturazione (tranne in caso di richiesta da parte dell’acquirente stesso);
    • obbligo di certificazione dei corrispettivi.

Il titolare di un e-commerce indiretto dovrà, inoltre, annotare le vendite verso privati nel registro dei corrispettivi entro il giorno non festivo successivo a quello della transazione e, qualora risulti assoggettato al regime fiscale ordinario, attendere a tutti gli adempimenti relativi alla liquidazione dell’IVA.

E-commerce nel regime forfettario

Finora abbiamo affrontato il tema degli e-commerce soltanto dal punto di vista di chi si avvale del regime ordinario ma, come sappiamo, esiste anche un altro regime fiscale, vale a dire il regime forfettario.

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per le piccole Partite IVA, ovvero per i commercianti, gli artigiani e i professionisti con reddito annuo non superiore ai 65.000 euro. Chi sceglie di assoggettarsi al regime forfettario, usufruisce di svariati vantaggi – sia fiscali che burocratici – come, ad esempio:

  • il versamento di un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa al 15%;
  • la riduzione della suddetta aliquota al 5% per i primi cinque anni di attività;
  • l’esonero da studi di settore, esterometro, ecc.;
  • contabilità semplificata: nessun obbligo, per esempio, di registrare le fatture, ecc..

Tra le agevolazioni offerte ai cosiddetti forfettari, vi è anche l’esenzione IVA. Le operazioni – siano esse cessioni di beni o prestazioni di servizi – non sono, dunque, soggette all’Imposta sul Valore Aggiunto, che non dovrà essere indicata in fattura. Un vantaggio molto semplice? La possibilità di offrire tariffe più basse e, dunque, competitive!

Attenzione, però, perché la Legge di Bilancio 2019 ha inserito nuove cause di esclusione: oltre alla già citata soglia di reddito – fissata a 65.000 euro – vi sono, infatti, limiti relativi a chi possiede quote di società o è a capo di una S.r.l..

Tornando all’argomento regime forfettario e registro corrispettivi, una domanda che ci viene posta molto spesso è: il titolare di un e-commerce che si avvale del regime forfettario è tenuto ad emettere fattura o potrà beneficiare delle medesime semplificazioni previste per la vendita per corrispondenza (vedi sopra)?

Ecco, finalmente, la risposta a questo dubbio!

Quali sono i vantaggi?

Per i venditori online che non superano i 65.000 euro di reddito, il regime forfettario costituisce oggi l’opzione fiscale più conveniente. Adottando il regime agevolato, infatti, possono beneficiare di un importante vantaggio come l’esenzione IVA, il che significa che potranno offrire prezzi di vendita senza ulteriori maggiorazioni e, dunque, risultare più competitivi rispetto ai concorrenti che applicano, invece, il regime fiscale ordinario.

Inoltre, i forfettari pagheranno un’unica imposta sostitutiva pari al 5% (per i primi 5 anni dall’avvio dell’attività) o al 15% del proprio reddito imponibile che, nel caso della vendita online, è pari al 40% del fatturato annuo.

La contabilità, nel regime forfettario, è soggetta a varie semplificazioni. Ciò determina un ulteriore vantaggio, oltre che pratico, anche economico. I costi di gestione della Partita IVA, per i forfettari, sono molto più contenuti, anche grazie a servizi online come Fiscozen che, ad un prezzo super-competitivo, offrono assistenza completa per tutti gli adempimenti fiscali: dalla presentazione della dichiarazione dei redditi al calcolo di imposte e contributi.

Sottoscrivendo il servizio Fiscozen, inoltre, è possibile gestire online tutte le operazioni attraverso un comodo portale, che contiene servizi dedicati proprio ai titolari di e-commerce. Accedendo a fiscozen, si possono annotare giornalmente i corrispettivi e sottrarre le somme per le quali è già stata emessa l’eventuale fattura.

Potrete, inoltre, monitorare il fatturato ed avere un quadro preciso delle imposte e dei contributi da versare.

Regime forfettario e registro dei corrispettivi

Nel regime forfettario, come più volte abbiamo specificato, non occorre aggiungere l’IVA in fattura.

Ciò accade perché i forfettari operano in regime di esenzione IVA e tale disciplina si applica anche nel caso delle vendite online. Al tempo stesso, i titolari di e-commerce possono beneficiare delle medesime agevolazioni previste per il settore della vendita per corrispondenza, grazie alle quali non sono obbligati a rilasciare fattura.

Alla luce di tutto ciò, cosa accade a proposito di regime forfettario e registro corrispettivi?

Nel caso di transazioni effettuate nei confronti di soggetti privati, per le quali non è necessario emettere fattura (a meno che non venga richiesta dal cliente stesso), è sufficiente indicare le somme nel registro dei corrispettivi. Attenzione, però: i venditori online forfettari, infatti, specificheranno soltanto gli importi, ma non l’IVA!

Il registro dei corrispettivi, nel regime forfettario, deve pertanto contenere:

  • la somma delle transazioni effettuate giornalmente;
  • le eventuali transazioni per le quali è stata già emessa la fattura (su richiesta del cliente).

L’annotazione delle somme deve avvenire entro il giorno successivo non festivo a quello dell’operazione.

Conclusioni

Se avete intenzione di mettervi in proprio ed aprire un’attività di vendita online o se siete già titolari di un sito e-commerce, compilate il form sottostante e richiedete una consulenza a Fiscozen. Valuteremo insieme l’opzione fiscale per voi più vantaggiosa e vi aiuteremo, passo dopo passo, nell’apertura e gestione della Partita IVA!

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