Regime forfettario spese deducibili: con questo articolo, risponderemo ad una delle domande più frequenti, che riguardano il nuovo regime fiscale agevolato. E cioè: “Cosa si può scaricare nel regime forfettario?“.

Scaricare le spese è fondamentale per noi contribuenti. Durante l’anno, infatti, sosteniamo dei costi per mandare avanti la nostra attività: dall’acquisto di beni strumentali (come, ad esempio, un nuovo computer) ai pagamenti per l’assunzione di dipendenti (segretarie, assistenti: tutte figure indispensabili per un professionista avviato).

Tuttavia, a differenza del regime ordinario, dove gli incassi e le spese vengono inseriti voce per voce, il regime forfettario funziona in una maniera peculiare. Qui, infatti, come vedremo meglio in seguito, i costi vengono calcolati su base forfettaria, a seconda del tipo di attività svolta e, dunque, del Codice ATECO applicato.

Facciamo chiarezza riguardo a regime forfettario e spese deducibili nella dichiarazione dei redditi!

Scaricare le spese: quando è possibile?

Chi svolge un’attività autonoma o percepisce redditi di altro genere è abituato a presentare la dichiarazione dei redditi, indicando gli introiti ricevuti durante l’anno di imposta in questione e le voci per le spese sostenute.

Parliamo, ad esempio, delle spese mediche, spesso assai gravose, o dei classici costi di gestione della Partita IVA. Acquistare strumenti di lavoro, assumere dipendenti e/o collaboratori, ecc.: sono tutte operazioni molto comuni, che tuttavia pesano parecchio sull’andamento dell’attività. Scaricare le spese è, dunque, fondamentale!

Nel regime forfettario, tuttavia, le suddette spese si calcolano su base fissa o, per meglio dire, forfettaria.

Vediamo come funziona il tutto!

Regime forfettario e spese deducibili

Partiamo da un veloce presupposto: nel regime forfettario, le uniche spese deducibili sono quelle relative ai contributi previdenziali. I contributi INPS vengono, infatti, inseriti nella dichiarazione dei redditi.

Tutte le altre spese, come quelle mediche o inerenti all’attività, non possono essere scaricate in maniera diretta.

Ciò non significa, però, che il regime forfettario non preveda la possibilità di dedurre i costi sostenuti. Semplicemente, tali costi vengono calcolati non in modo manuale, voce per voce, bensì con un calcolo fisso.

Regime forfettario e reddito imponibile: come si calcola?

Nel regime forfettario, imposte e contributi non si calcolano sull’intero fatturato – e cioè sul fatturato lordo – bensì sul cosiddetto reddito imponibile. Con questa espressione, si intende il fatturato annuale, meno una percentuale per le spese affrontate dal professionista, artigiano o imprenditore nel corso dell’anno.

Come sappiamo, infatti, ogni Partita IVA è associata ad un Codice ATECO. Tale codice serve a identificare il tipo di attività svolta (Avvocato, Ingegnere, Psicologo, Web Designer, ecc.) e determina la percentuale che verrà dedotta forfettariamente dal fatturato lordo, come “acconto” per le spese sostenute. Per ciascun settore o attività, difatti, è stato stabilito un coefficiente di redditività, cioè la parte di fatturato che effettivamente fa reddito.

Per la maggioranza dei professionisti, ad esempio, il coefficiente di redditività è pari al 78% e la quota detratta è pari al 22%. Per gli artigiani, invece, le percentuali sono rispettivamente: 67% e 33%. E così via per ogni settore.

L’unica voce inserita manualmente – ribadiamo – è quella relativa ai contributi previdenziali.

Dunque, non è vero che regime forfettario e spese deducibili sono due concetti assolutamente separati!

Tuttavia, tale sistema può risultare svantaggioso a seconda dei casi. Vediamo insieme per quale motivo!

A chi conviene veramente il nuovo regime forfettario?

Il regime forfettario è stata una novità assoluta degli ultimi anni, con una tassazione molto più abbordabile rispetto alle vecchie aliquote e una semplicità che ha convinto tanti contribuenti ad assoggettarsi ad esso.

Brevemente, i vantaggi del regime forfettario sono i seguenti.

  • Tassazione ridotta al 15% o al 5% sul reddito imponibile;
  • Esenzione IVA;
  • Contabilità semplificata;
  • Meno adempimenti: esonero da fatturazione elettronica, firma digitale, esterometro, ecc..

Tuttavia, c’è un aspetto che rende il regime forfettario poco conveniente, per alcune tipologie di contribuenti.

Ci riferiamo al sistema della detrazione forfettaria delle spese, di cui abbiamo parlato poco prima. Tale metodo permette di scaricare una parte dei costi professionali, ma non è detto che copra interamente le spese sostenute.

Per capire se il regime forfettario è davvero conveniente, pertanto, occorre confrontare la percentuale ottenuta, in base al Codice ATECO utilizzato, con la somma delle spese effettivamente affrontate nel corso dell’anno.

Ecco qualche esempio che renderà tutto ancora più chiaro.

Alessandro, Consulente SEO, 29 anni

  • Fatturato lordo: 25.000 euro
  • Coefficiente di redditività: 78% / Percentuale spese deducibili: 22%
  • Reddito imponibile: 19.500 euro / Spese dedotte: 5.500 euro
  • Somma spese effettive: 4.800 euro

Il regime forfettario è conveniente? Ovviamente , perché Alessandro risparmierà circa 700 euro.

Diverso è il caso di:

Yolanda, Make-up Artist, 34 anni

  • Fatturato lordo: 15.000 euro
  • Coefficiente di redditività: 67% / Percentuale spese deducibili: 33%
  • Reddito imponibile: 10.050 / Spese dedotte: 4.950 euro
  • Somma spese effettive: 8.000 euro

Yolanda, a differenza di Alessandro, è costretta a sostenere una quantità maggiore di spese. Per lei, dunque, il regime forfettario non sarà ugualmente conveniente, perché 3.000 euro circa rimarranno “scoperti”.

Ad ogni modo, prima di scegliere tra regime ordinario e regime forfettario, non bisogna considerare soltanto la questione delle spese deducibili. La valutazione comprende, infatti, anche il risparmio nelle imposte e tanti altri aspetti. Ecco perché è bene rivolgersi ad una figura esperta in ambito fiscale, come un consulente Fiscozen.

Se non sei certo della convenienza del regime forfettario e vorresti confrontarti con un esperto, compila il form qui sotto. Ti ricontatteremo prima possibile, per analizzare la tua situazione e indirizzarti verso la scelta migliore!

Conclusioni

Regime forfettario spese deducibili è un argomento che determina, talvolta, un po’ di confusione.

Come abbiamo visto, l’unica voce spesa effettivamente scaricabile, nel regime forfettario, è quella relativa ai contributi previdenziali. Il resto si calcola su base fissa, applicando il coefficiente di redditività di riferimento.

Ciò non significa che i forfettari non hanno la possibilità di dedurre le spese, ma che queste saranno frutto di un calcolo a percentuale e non di una somma manuale. Pertanto, il regime forfettario non è vantaggioso per tutti.

I contribuenti che, per il tipo di attività svolta o per altri fattori (familiari, di salute, ecc.), hanno una mole di spese molto elevata, dovrebbero valutare insieme ad un consulente l’effettiva convenienza di questo regime. E, in caso contrario, passare al vecchio regime ordinario che, invece, consente di scaricare le spese voce per voce.

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