In questo articolo affronteremo un problema comune tra le Partite IVA: uscita da regime forfettario o regime dei minimi, obbligatoria nel caso in cui si verifichino una o più cause di esclusione, che analizzeremo meglio in seguito.

Vedremo, dunque, come comportarci qualora venissero meno i requisiti di accesso e di permanenza nel regime forfettario e a quali obblighi fiscali è vincolato il contribuente costretto a passare al regime ordinario.

Come sappiamo, infatti, il regime forfettario è un regime fiscale agevolato, riservato a coloro che, oltre a percepire un reddito non superiore a 65.000 euro, possiedono una serie di requisiti, stabiliti dalla Legge di Bilancio 2019.

Dunque, se temi di aver sforato il tetto massimo di 65.000 euro o se la tua situazione fiscale ha subito dei cambiamenti che potrebbero compromettere la permanenza nel regime fiscale agevolato, il post di oggi fa proprio al caso tuo: vedremo, infatti, come funziona l’uscita da regime forfettario e dal vecchio regime dei minimi.

Buona lettura!

Regime forfettario: cos’è e chi può accedervi?

Per chi ancora non lo sapesse, esistono due opzioni per i titolari di Partita IVA: il regime fiscale ordinario e il regime forfettario, un regime fiscale agevolato, che si pone sulla stessa scia del vecchio regime dei minimi.

Il regime forfettario – del quale abbiamo più volte parlato – prevede, infatti, il versamento di un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa al 15%, che si riduce al 5% per i primi 5 anni di attività, al posto di IRPEF, IRAP, ecc..

Oltre ad una sensibile riduzione delle imposte, il regime forfettario offre una serie di agevolazioni, tra cui:

Il funzionamento del regime forfettario è peculiare: sia le imposte che le spese detraibili dal reddito si calcolano, infatti, in maniera forfettaria, sulla base di percentuali fisse, stabilite a seconda del proprio Codice ATECO.

In altre parole, non dovrai calcolare le tasse sull’intero reddito annuale, bensì sul cosiddetto reddito imponibile, che consiste nel reddito lordo, decurtato di una quota forfettaria in base al tipo di attività economica svolta: ad esempio, i commercianti detraggono il 60% per le spese; per i professionisti, invece, la percentuale è del 22%.

Regime forfettario: requisiti e cause di esclusione

Il regime forfettario è destinato ai titolari di Partita IVA (ditte individuali, artigiani e professionisti) con reddito non superiore ai 65.000 euro. Rispetto all’anno 2018, dunque, il tetto massimo sale da 30.000 a 65.000 euro.

Oltre a ciò, i cosiddetti “forfettari” sono tenuti a rispettare alcuni requisiti di accesso e permanenza al regime, ossia:

  • residenza in Italia (o in un Paese che abbia stretto accordi tali da consentire lo scambio di informazioni);
  • obbligo di produrre almeno il 75% del fatturato su territorio italiano;
  • non avvalersi di regimi speciali IVA o di determinazione forfettaria del reddito.

Per coloro che si apprestano ad aprire la Partita IVA, poi, occorre non aver svolto attività professionali, d’arte o di impresa nei tre anni precedenti; la nuova attività, inoltre, non può essere una mera prosecuzione della precedente.

Rispetto all’anno precedente, inoltre, vengono meno i requisiti relativi all’acquisto di beni strumentali e al pagamento di collaboratori e/o dipendenti. Tuttavia, la nuova normativa introduce, tra le cause di esclusione:

  • il possesso di quote di partecipazione a:
    • società di persone;
    • associazioni;
    • imprese familiari;
  • il possesso di quote di partecipazione a S.r.l.:
    • sulle quali il contribuente esercita una forma di controllo diretto o indiretto;
    • che svolgono attività analoghe o riconducibili a quelle effettuate con la Partita IVA.

Se intendi approfondire questo argomento, ti rimandiamo a questo precedente articolo (regime forfettario e srl).

Uscita da regime forfettario: come avviene?

Vediamo, adesso, cosa accade nel caso di uscita da regime forfettario.

Le cause di fuoriuscita sono principalmente quattro:

  1. Per scelta del contribuente, che decide di passare al regime ordinario.
  2. Per il superamento del limite di ricavi (ovvero dei 65.000 euro di fatturato annuo).
  3. Per il verificarsi di una causa di esclusione (ad es. l’acquisto di quote di partecipazione a una Srl).
  4. Per il venir meno di uno dei requisiti (ad es. spostamento della residenza in un altro Stato).

Ricordiamo, comunque, che l’uscita da regime forfettario avviene sempre a partire dall’anno successivo all’anno in cui una delle suddette cause si presenta.

In altre parole: se nel 2019 fatturi 70.000 euro, passerai al regime ordinario a partire dal 2020. Inoltre, se il tuo fatturato, nel 2020, rientra nei limiti concessi, potrai tornare al regime forfettario, a partire dall’anno 2021.

Le cose sono diverse, invece, per il regime dei minimi: la fuoriuscita, per questi ultimi, è immediata. Inoltre, sono tenuti a versare l’IVA per tutte le operazioni fatte durante l’anno e, dapprima, non soggette al calcolo dell’imposta.

Cosa cambia dopo l’uscita da regime forfettario?

Gli “ex forfettari” passati al regime ordinario, a partire dall’anno successivo, perdono le agevolazioni offerte dal regime forfettario. Pertanto, saranno tenuti a rispettare i seguenti adempimenti:

  • tassazione ordinaria IRPEF (più IRAP, addizionali, ecc.), al posto dell’aliquota al 15% o al 5%;
  • calcolo IVA su beni e servizi (con aliquota al 4%, al 10% o al 22%, in base al tipo di operazione);
  • tenuta della contabilità;
  • obbligo di fatturazione elettronica (tranne per i casi soggetti ad esclusione, come le prestazioni sanitarie).

Uscita da regime forfettario nell’anno in corso?

Cosa succede, invece, quando l’uscita da regime forfettario si verifica nell’anno in corso?

Spieghiamo meglio: se il contribuente con Partita IVA forfettaria si rende conto in ritardo di aver superato la soglia limite dei 65.000 euro, ad esempio in fase di elaborazione della dichiarazione dei redditi, come deve comportarsi?

Dato che l’uscita da regime forfettario si concretizza, di fatto, a partire dall’anno successivo a quello del superamento, occorre adattare le nuove fatture – emesse dal 01 gennaio – ai canoni del regime ordinario.

In particolare, è necessario effettuare il computo dell’IVA sulle nuove fatture, se elaborate ancora secondo le regole del regime forfettario, e regolarizzare tali somme attraverso apposite note di credito o di debito.

Ricordiamo, inoltre, che se, nell’anno successivo a quello in cui si verifica il superamento dei 65.000 euro, il fatturato rientra entro i limiti concessi, il contribuente potrà nuovamente “tornare” al regime forfettario.

Come evitare l’uscita da regime forfettario?

L’uscita da regime forfettario può costituire un problema per parecchi contribuenti. Di frequente, infatti, ci viene chiesto come evitare di incappare in questa fattispecie. Purtroppo, però, non esistono trucchi: l’unico modo per rimanere nel regime forfettario è monitorare il fatturato, al fine di non superare la soglia massima consentita.

Per chi svolge un’attività, tuttavia, tenere d’occhio fatture e incassi non è semplice. Come ovviare a questo problema? Una buona soluzione è utilizzare una piattaforma digitale per la gestione della Partita IVA, come Fiscozen!

Con Fiscozen, oltre a ricevere assistenza per tutti gli adempimenti inerenti alla tua attività (dichiarazione dei redditi, calcolo imposte e contributi, ecc.), puoi usufruire di una piattaforma online per emettere fatture, gestire i tuoi clienti, conoscere in anticipo le prossime scadenze e via di seguito. Una funzione molto interessante, offerta da Fiscozen, riguarda, appunto, la possibilità di monitorare il fatturato, visibile nella tua dashboard.

In tal modo, potrai sapere, mese dopo mese, a quanto ammonta il tuo reddito e, eventualmente, “stoppare” la tua attività, se in procinto di superare la soglia dei 65.000 euro. Oltre a ciò, questa funzione di consente di calcolare anticipatamente imposte e contributi previdenziali: potrai, dunque, valutare le tue prossime spese.

Se hai intenzione di metterti in proprio o se sei già titolare di Partita IVA e temi di superare il limite di 65.o00 euro, compila il form sottostante: un consulente Fiscozen ti contatterà quanto prima per consigliarti su cosa fare!

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